Il sito dei veri SUPERGIOVANI powered by Paolo Delfino |
|
| Non sono stupido, solo mentalmente libero | |
|
Intrusioni dall'inaugurazione di questa home page:GeneralitàPaolo Delfino incarna appieno i canoni estetici dell'uomo mediterraneo: alto, moro, abbronzato, intelligente, single (ragazze, approfittatene, è un'occasione unica). Di animo nobile e leale, ha un ristretto numero di amici molto fedeli. È purtroppo allergico alla kriptonite.
Amo1. I tenerissimi fiorellini
2. Divorare carne umana 3. Stringere amicizia con persone che hanno il colore delle pelle diverso dal mio 4. Il pacioccoso Mario Borghezio 5. Spiarti Odio1. Compilare noiosissime classifiche
2. Le persone come te 3. Quelli che applaudono ai funerali 4. Il pacioccoso Mario Borghezio 5. Coloro che si oppongono al mio piano di dominio globale Dicono di meLa gente mormora... MORMORA!!!
Sogni nel cassettoDiventare il Supremo Signore di questo misero pianeta. Bwahahahahahah!!!!!
Dieci buone ragioni per NON visitare questo sito (di Carlo Capoferri)1. Non è un sito pornografico
2. Non contiene informazioni per raggiungere siti pornografici 3. La foto di Paolo D. potrebbe bloccare la crescita dei tuoi bambini 4. Il sito trasmette un potentissimo virus che si aggira per tutti i giochi del tuo PC battendo tutti i tuoi record e registrandosi col nome del tuo peggior nemico 5. Il fatto di posizionare Paolo D. tra gli amici o i nemici non ti aiuterà di certo a sentirti meglio 6. Paolo D. non vota $ilvio 7. I tuoi bambini potrebbero conoscere gente poco rassicurante 8. Potresti essere a guardare un sito pornografico 9. Rileggi la precedente e riflettici in maniera più profonda 10. Non imprime voglia di lavorare, senso del dovere, senso civico o simili Peggiori traduzioni in Italiano di titoli di film stranieri1. Fatti, strafatti e strafighe (Dude, where's My Car?, di Danny Leiner)
2. Balordi & Co. - Società per losche azioni, capitale interamente rubato $ 1000000 (Harry and Walter Go to New York, di Mark Rydell) 3. Non drammatizziamo... è solo questione di corna (Domicile conjugal, di François Truffaut) 4. Jerry 8 e ¾ (The Patsy, di Jerry Lewis) 5. Spazio libero per suggerimenti Sandro Bondi contro tutti (opinioni celebri di un profeta contemporaneo)![]() Prodi: «È un uomo cattivo, vendicativo», «Ha l'armadio pieno di scheletri», «È veramente il nulla» Rutelli: «Un bambino maleducato delle differenziali» (questa ha fatto infuriare un bel po' di gente, un po' come la battuta di $ilvio sui malati di Aids) Fassino: «Isterico e scomposto», «L'ultimo segretario malinconico e irascibile di un partito sulla via del tramonto», «È senza vergogna» D'Alema: «È un maleducato, uno strafottente, un ometto...», «Ispirato quasi sempre da sentimenti meschini e livorosi», «Pronto ad assecondare, come fosse una ballerina, tutte le posizioni...», «Uomo politico di poche letture e di uno spaventoso cinismo politico» Veltroni: «La sua forza è l'impudicizia intellettuale e politica» Occhetto e Di Pietro: «Responsabili di atti osceni in luogo pubblico» Bocca: «Maniacale e fascista» Lista Prodi e Ds: «Sono dei veri e propri mascalzoni» Scalfaro: «Difficile dire se la sua maggiore qualità sia la perfidia o l'ipocrisia» Il Centrosinistra: «Sono degli scriteriati, dei folli che agiscono senza porsi più alcun limite», «Cose del genere non si vedevano dai tempi del nazismo e del comunismo» L'opposizione: «Una vera e propria maledizione per il paese e per la democrazia» Violante: «Vergogna dell'Italia» Mario Borghezio dixit![]() 1. «Perché noi sbaglieremo anche il congiuntivo italiano, ma sappiamo riconoscere i figli di puttana!» 2. «Caro vescovone, sorbisciti questa manifestazione», «Orgoglio padano, orgoglio cristiano» 3. «Le macellerie islamiche crescono come funghi, ma loro dicono di venire qua per non morire di fame» 4. «Noi non vogliamo vedere i culi alzati dei mujaheddin. Cacciamo via questi barbari invasori» 5. «Quei quattro scarafaggi dei centri sociali non fanno più paura a nessuno. I maiali come Casarini noi ce li mangiamo, non siamo mica musulmani» 6. «È meglio uno di noi morto, piuttosto che convertito all'islamismo. Ma combatteremo fino all'estremo sacrificio, torneremo a vincere come a Lepanto» (Grande! Sembra Braveheart) 7. «Si pensa di allargare l'Unione Europea alla Turchia. Ebbene non confondiamo la merda con il cioccolato. Sono solo gli Stati Uniti a volerlo, quel massone schifoso di Bush» 8. «(riferendosi alla malattia di Bossi) La nostra vicenda ha i caratteri di una saga medioevale, col re nascosto e col popolo che aspetta che lui ritorni» 9. «Questi azzurri ci hanno rotto: facciamo una Nazionale Padana di gente seria, umile ed educata» Dieci barzellette razziste ed immorali da cui mi dissocio ma che aumentano esponenzialmente le visite1. Il contrario di nordico? Sudicio
2. Perché gli Albanesi portano lunghi baffi neri? Per assomigliare alle loro amate mamme 3. Il razzismo non dovrebbe esistere. Proprio come i terroni 4. Nei sexy shop della Sardegna vendono pecore gonfiabili? 5. Gli ebrei detestano trovare una mosca in una minestra. Non tanto per lo schifo, ma perché temono che l'insetto ne abbia mangiata un po' 6. Come si chiama un terrone che sta lavorando? Miraggio 7. Come fa una ragazza veneta a ubriacarsi senza toccare il bicchiere? Baciando il suo ragazzo 8. Perché oggi l'Albania è popolata da persone che non sanno nuotare? Perché chi è capace ha già raggiunto l'Italia 9. Come prescrivere la migliore cura dimagrante a un africano? Togliendogli il passaporto 10. Un ebreo viene colpito da un grave lutto: gli muore la moglie. Corre al giornale per fare il necrologio. «Maria Salomè morta», comunica allo stampatore. «Ma su, signor Ismaele, fino a sei parole paga sempre uguale!» «Ah, bene. Allora: Maria Salomè morta vendo motorino rosso» Dieci barzellette ricche di amabili sberleffi1. Perché quando si vomita è buona cosa mettere la mano davanti alla bocca, ma a dita aperte? Perché così esce il liquido, ma i pezzi rimangono in bocca
2. «Mammina, non mi piace la pappa col pomodoro» «Zitto e mangia, che si raggruma» 3. Cosa fa una vecchia prostituta morta di AIDS? Le pompe funebri 4. Il colmo per un omosessuale? Avere le emorroidi 5. Prostitute in ascensore. «Ma non senti anche tu un fortissimo odore di sperma?» «Scusa, mi è scappato un ruttino» 6. La donna non ha peli sulla lingua. E se li ha, non sono suoi 7. «Mammina mammina, la maestra ha detto che se non faccio i compiti non arrivo alla seconda elementare. Mi aiuti?» «Ma Franchino, non ci arrivi lo stesso alla seconda. La maestra non sa che hai un tumore maligno» 8. «Dottore ,dottore, sono molto preoccupato. Mia moglie ha avuto sempre parti molto complicati per un problema congenito. Non vorrei succedesse anche stavolta» «Non c'è da preoccuparsi», lo rassicura il medico. «Anche perché stavolta il suo bel bimbetto è già morto» 9. Perché le donne hanno le gambe? Perché altrimenti lascerebbero la scia come le lumache 10. In Palestina. Maria sta facendo una passeggiata quando, all'improvviso, incontra Ponzio Pilato. «Scusa Ponzio: hai visto per caso Gesù?» «Sì, certo. L'ho appena incrociato...» Aforismi- Hai appena iniziato a leggere la frase che hai appena finito di leggere
- Tentare è il primo passo verso il fallimento - La vita è una corsa ad ostacoli dove io sono uno degli ostacoli - Colui che sorride quando le cose vanno male ha pensato a qualcuno a cui dare la colpa - Credo che ci siano due Dio. E ognuno pensa che l'altro si stia prendendo cura di me - Errare è umano, ma per incasinare davvero le cose serve un computer - L'italia è (aggiornamento: "era") una penisola bagnata da tre mari e prosciugata da Tre-monti - Spazio libero per suggerimenti Link
| 29 Dicembre 2004
... E FELICE ANNO NUOVO!![]() 26 Dicembre 2004
BUON NATALE!![]() 22 Dicembre 2004
I MIEI RAGGUARDEVOLI REGALI DI NATALESe la campagna catto-comunista per il boicotaggio del consumismo natalizio da me pubblicizzata poc'anzi non avesse sortito alcun effetto, pazienza. Almeno, siate originali!
Ecco la lista dei miei ragguardevoli regali di Natale di quest'anno (non dico a chi do cosa perché tanto non capirebbe -quasi- nessuno). Leader di te stesso di Roberto Re (n.1 copia) In un mondo che cambia sempre più velocemente e che ci chiede sempre di più, spesso siamo noi stessi a renderci le cose ancora più difficili, complicandole con pensieri limitanti e con scarse capacità di gestire le nostre emozioni, e lasciandoci sopraffare dallo stress, dalla paura e dalla frustrazione. Abbiamo tutte le possibilità per ottenere grandi risultati, ma non sappiamo come utilizzare al meglio il nostro incredibile potenziale, che rimane così sopito. "Leader di te stesso" è un 'manuale di allenamento', in cui l'autore adopera le sue doti di grande comunicatore per aiutarti a comprendere i tuoi reali obiettivi, a tirare fuori tutte le tue potenzialità e a oltrepassare i tuoi limiti. Con i suoi corsi di formazione, Roberto Re ha conquistato decine di migliaia di persone comuni, formato i manager delle aziende più importanti d'Italia e migliorato le performance di atleti e squadre sportive. Ora, con questo manuale, ti insegna che superare gli ostacoli che sembrano insormontabili non è un'impresa da superuomini. Ma un risultato a portata di mano se sai saltare fuori dalle gabbie mentali delle abitudini e delle false paure, diventando così padrone dei tuoi stati d'animo, davvero "Leader di te stesso". ![]() I peggiori crimini del comunismo di Giulietto Chiesa e Vauro (n.2 copie) Silvio Berlusconi ha ragione: tutto è colpa dei comunisti. E a nulla servono le patetiche giustificazioni di chi rivendica una specificità libertaria del comunismo italiano. Al contrario: è proprio qui da noi che i peggiori crimini si sono concretizzati. Riflettete: come doveva essere "l'uomo nuovo" vagheggiato da Carlo Marx? Disposto a seguire il capo, fino al più totale annullamento. Pronto a mentire per la causa. Spesso pure un po' tonto. Non c'è che dire: da noi il disegno si è realizzato in pieno. Queste sono pagine per stomaci forti, perché non c'è limite all'abiezione dei comunisti di cui ci occuperemo. Si pensi a Giuliano Ferrara, uno dei più preclari. La sua diabolica abilità lo ha portato ad essere membro del PCI e informatore della CIA. Riteniamo che la CIA abbia subito per questo danni incalcolabili. Si pensi a Sandro Bondi, già sindaco comunista. A Ferdinando Adornato, Renzo Foa, Tiziana Maiolo, Gianni Pilo... È solo un parziale elenco dei pericolosi comunisti che sono riusciti a infiltrarsi nei gangli dello Stato. Queste pagine rappresentano la prova irrefutabile della perdurante pericolosità del comunismo. Berlusconi ha ragione: è tutta colpa dei comunisti. E il nemico, subdolo e infingardo, è al fine riuscito a costruire la sua Casa. Delle Libertà. ![]() Survivor di Chuck Palahniuk (n.1 copia) Tender Branson, ultimo sopravvissuto di una bizzarra setta religiosa americana, narra la storia della sua vita alla scatola nera di un aereo che sta precipitando nell'oceano. In un crescendo delirante ci racconta della sua vita all'interno della comunità degli adepti e delle sue stravaganti attività lavorative. Le sue vicende raggiungono il culmine quando, dopo il suicidio in massa di tutti gli altri membri della setta, Tender assurge al ruolo di messia mediatico, seguitissimo profeta televisivo e autore di futili bestsellers. Ma le cose si mettono male quando si scopre che gli altri membri sono stati in realtà assassinati, e che il fratello di Tender, Adam, è ancora vivo. Tender è dunque un serial killer? O lo è Adam? E sarà ancora possibile una vita 'normale'? Da un autore di culto, una commedia nera, incalzante, stralunata e crudissima sulle follie della società contemporanea. ![]() Regime di Peter Gomez e Marco Travaglio (n.1 copia) Ai tempi della lottizzazione c'era spazio per Montanelli, Biagi, Santoro, Vespa, Fo, Grillo, Feltri, Ferrara, Lerner, Minoli e tanti altri. In tre anni (2001-2004) il governo Berlusconi ha desertificato la tv e assassinato la libera informazione. Neanche gli indici di ascolto sono graditi, anzi diventano una colpa. Questo libro racconta tutte le notizie occultate e le menzogne raccontate agli italiani. Storie grottesche, tragicomiche, incredibili e vergognose di un regime mediatico che condanna i cittadini a non sapere e a non pensare. ![]() The Platinum Collection di Franco Battiato (n.1 copia) DISCO 1 1. Centro di gravita permanente 2. Voglio vederti danzare 3. L'era del cinghiale bianco 4. Cuccurucucu 5. Summer On A Solitary Beach 6. Up Patriots To Arms 7. Bandiera Bianca 8. Le Aquile 9. Strade dell'est 10. Venezia-Istambul 11. Sentimiento nuevo 12. Radio Varsavia 13. Gli uccelli 14. Il re del mondo 15. Prospettiva Nevski 16. Stranzizza d'amuri DISCO 2 1. Chanson egocentrique 2. La stagione dell'amore 3. I treni di Tozeur 4. No Time No Space 5. L'esodo 6. Tramonto Occidentale 7. Risveglio di Primavera 8. Un'altra vita 9. Mal d'Africa 10. Clamori 11. Via Lattea 12. Scalo A Grado 13. Zone Depresse 14. L'Animale 15. Fisiognomica 16. Gente in progresso 17. new Frontiers 18. Temporary Road 19. Veni l'autunnu DISCO 3 1. E ti vengo a cercare 2. Povera patria 3. Atlantide 4. Nomadi 5. Caffé de la paix 6. Breve invito a rinviare il suicidio 7. Secondo imbrunire 8. Come un camello in una grondaia 9. Sui giardini della preesistenza 10. Le sacre sinfonie del tempo 11. Lode all'inviolato 12. L'ombrello e la macchina da cucire 13. L'ombra della luce 14. L'oceano di silenzio 15. Giubbe rosse 16. Alexander Platz 17. Lettera al governatore della libia 18. Mesopotamia ![]() Pornografia ed episteme di Leonardo Terzo (n.1 copia) E' il libro del mio corso di Letteratura inglese, scritto dal docente. C'entra talmente poco sia con la letteratura che con l'Inglese che è già diventato il libro di culto dei miei amichetti (lo regalo a quello che ha mostrato maggiori apprezzamenti). Antiche tradizioni marinare. Lavori e attrezzature per barche d'epoca e tradizionali di Giovanni Caputo (n.1 copia) A bordo delle barche in legno, le "signore del mare", si usano tecniche e materiali che affondano le loro origini in un passato molto lontano dove ha avuto inizio l'antico sapere della gente di mare. Nelle pagine di questo libro la storia della navigazione si mescola all'antica arte marinaresca fornendo al lettore un utile bagaglio di nozioni che si riveleranno preziose a bordo e a terra. Dai segreti dei cavi di canapa, alle tecniche di impiombatura e legatura; dai consigli sulla tela per le vele alle tecniche per rinforzarle: l'armatore (e l'amatore) delle barche d'epoca non potrà fare a meno di questo manuale. Pagine ricche di consigli pratici e segreti di un'antica arte marinara che si riveleranno preziosi anche per i navigatori di oggi Le barche in legno hanno un'anima che raccoglie e conserva l'antico sapere della gente di mare ![]() Ho le prove. La presenza degli alieni di Antonio Chiumiento (n.1 copia) Il professor Chiumiento, che in 25 anni di ricerche nella sua lunga caccia agli ufo ha indagato su oltre 1.200 episodi, per la maggior parte verificatisi nel Nord-Est, assicura che il testimone oculare (sulla cui identità ha preferito mantenere il massimo riserbo) dal febbraio 1997, quando aveva 24 anni, frequenta gli alieni "residenti" nelle basi, ma provenienti da un pianeta che non fa parte del sistema solare. Il giovane decise subito di mettere al corrente il professor Chiumiento, insegnante della sorella. Chiumiento ha raccontato di essersi avvicinato al caso cautamente, come è solito fare prima di completare le sue indagini. Con il passare del tempo si rese conto che il giovane meritava credibilità, soprattutto per le testimonianze fotografiche. Immagini uniche al mondo, la cui autenticità è stata provata dalla perizia sui negativi effettuata dallo specialista, ingegner Uliano Monti. ![]() Anche gli angeli mangiano fagioli di E. B. Clucher Nella New York all'epoca della depressione, Charlie, campione di catch e Sonny, inserviente in una palestra di lotta giapponese, per sbarcare il lunario decidono di fare i gorilla per un temuto boss della malavita locale soprannominato "sorriso". Il loro unico problema è che hanno un cuore troppo tenero, e invece di ricattare i negozianti di Little Italy finiscono per aiutarli di tasca propria... ![]() Escher - Il catalogo completo della mostra "Nell'occhio di Escher" a Roma fino al 23 gennaio 2005. A soli e 14,00 in più con L'espresso (n.1 copia) SpongeBob (i primi quattro dvd usciti in edicola) ![]() 15 Dicembre 2004
¡HASTA LA RESISTENZA!Tre sole parole: boicotta il Natale!
Di seguito, istruzioni per l'uso. ![]() http://www.xmasresistance.org/ ![]() 11 Dicembre 2004
BELLA DI PAELLAFine luglio 2004: quattro simpatici ragazzotti (io, mio fratello, SF e CC) volano allegramente verso l'isola di Ibiza. Risultato: un'amicizia compromessa (io e CC) e la terza parte della filosofia alternativa. Buona lettura.
FILOSOFIA ALTERNATIVA - EPISODIO 3 Bella di paella di Salvetti Francesco (salvoxy@libero.it) Ibiza è la capitale europea della house music e dell'hip hop. La vita notturna di Ibiza è tra le più trasgressive e cool al mondo. A Ibiza, noi ci si diverte. Queste sono state le affermazioni, recitate in forma di precetto, che hanno accompagnato il viaggio in pullman del sottoscritto e altri (troppi) sventurati dall'aeroporto all'albergo. Luogo: ovviamente l'isola d'Ibiza, dove ci si diverte troppo per mangiare, dormire, parlare, pensare... in una parola per sopravvivere. Non credo di essere stato in nessun altro posto in cui le sensazioni dell'immediato (pre)arrivo (cioè quando è troppo tardi per tornare indietro ma troppo presto per avere effettuali conferme del fatto che sarebbe decisamente meglio tornare indietro) abbiano trovato conferma come a Ibiza. Mai infatti la domanda “che cazzo ci sto a fare qui?”, che mi accompagna da tempi immemorabili nei primi giorni di ogni vacanza, aveva trovato una risposta così immediatamente e violentemente sbattuta in faccia. Siete qui per divertirvi. Siete qui per sballare. Siete qui per le disco. Questi i dogmi che implicitamente erano dettati dall'atroce guida-capo animatore-pifferaio magico, mentre il convoglio di non mi ricordo quanti pullman sfrecciava tra le aride lande dell'isola (sotto le quali, ne son sicuro, il sangue di milioni di gnomi unge gli ingranaggi del divertimento, dello sballo e delle disco). Più esplicitamente, il monologo dello spirito guida in completo arancione si articolava in: brevissimi cenni sulla geografia dell'isola (di cui tutt'ora non ho capito nulla), brevi cenni su dove trovare cibo, telefoni, beni di prima necessità a bassissimo costo (ovviamente il grosso del denaro DEVE andare in divertimento, in sballo, in disco) ed ampie e dettagliate descrizioni delle localizzazioni, delle caratteristiche e delle peculiarità delle discoteche, con tanto di cenni a serate tematiche e «giorni in cui non si deve assolutamente mancare» delle medesime. A seguire, la nota fondamentale: «In Spagna la vita notturna è molto più notturna; si pranza, si cena e si esce più tardi», con tanto di giornata tipo esemplificativa che cito testualmente (da notare la forma imperativa dei verbi): «Ci si alza il tardo pomeriggio, si pranza, qualche ora in spiaggia, si cena verso le nove, riposino, e poi si esce e...» (divertimento, sballo, disco). Bene, direte voi. Niente di più facile. Dati essenziali sempre e comunque disponibili e tre parole chiave: divertimento, sballo, disco. Ebbene, nelle prossime righe dimostrerò come l'apparentemente semplice apparato organizzativo che sottende ad uno stile di vita modello divertimento, sballo, disco celi in realtà una sfuggente ma tuttavia rigorosissima struttura di fondo il cui esito è al di là da compiersi. È anzitutto fondamentale la valenza paradigmatica che assume la definizione di divertimento in tale contesto. Il divertimento esiste se e solo se l'istante in cui si colloca è convenzionalmente riconosciuto come tale. Cioè: non ci si può divertire da soli; il momento di più alto divertimento è tale perché in quel dato momento c'è il maggior numero di persone a condividerlo. A questo punto è necessario chiarire come questa definizione non entri in contraddizione con quel fondo di elitarismo che contribuisce a fare di un dato luogo un posto “in” piuttosto che “out”. La perfetta comunione dei due concetti apparentemente contrastanti esiste in virtù di ciò che costituisce l'essenza e la difficoltà dell'approccio allo stile di vita sopra menzionato. Trovarsi nel posto giusto al momento giusto, infatti, implica la conoscenza del Luogo e del Tempo. Se nell'individuazione dello spazio topologico non dovrebbero esserci rilevanti problemi (si riduce infatti a mera scelta tra le disco), la questione del Tempo ha delle profonde implicazioni che meritano di essere sviscerate. Innanzitutto scordatevi che per adattarvi alla notturnissima vita notturna di Ibiza basti spostare in avanti l'orologio di qualche ora. Uscendo ad una qualsiasi ora che parrà ragionevole per un orario di uscita, seppur tardi, avrete immancabilmente la sensazione di essere in giro in un orario morto, di aver sbagliato i tempi, di aver colto l'isola in un momento che ha senso solo in quanto attesa di un altro momento. Il problema fondamentale è quindi trovare l'ora x ed eventualmente scoprire se effettivamente esiste un'ora x. La conoscenza dell'ora x è il fulcro gravitazionale di tutta la questione nonché il problema di maggior difficoltà. Se, infatti, subito si rivela la sensazione di trovarsi, come un fantasma, nel posto sbagliato al momento sbagliato, oscuro e misterioso appare l'effettivo Tempo del momento giusto. Ho potuto personalmente appurare che l'esperienza offre solo dati caotici (ed eventuali degenerazioni paranoico-kafkiane che provocano derisione e improbabili vie di fuga quali abuso di sostanze lecite e illecite e defecazioni in mare); si può girare in centro intorno all'una e mezza di notte e trovare vecchi e bambini (troppo presto?) e vedere non più di un'ora più tardi gente ventenne che dorme in albergo (troppo tardi?). Le uniche teorie sul Tempo dell'ora x, in quanto essenza nevralgica della struttura-tipo dello stile di vita divertimento, sballo, disco sono quindi derivabili unicamente per via speculativa. Due sono le teorie rilevanti in questo ambito, anche se la seconda può essere considerata come evoluzione della prima: Teoria della fuga abissale L'ora x, il momento più cool, l'istante più in subirà una deriva che la porterà a spostarsi sempre più tardi nella notte e sempre più vicino alla mattina. Se quest'anno, per ipotesi, l'ora x fosse stata dalle quattro alle cinque l'anno prossimo verrebbe a collocarsi tra le cinque e le sei, o tra le quattro e mezza e le cinque e mezza. Non conta tanto la rapidità del processo (la deriva potrebbe avanzare anche solo di un minuto all'anno), quanto l'implacabilità e l'irreversibilità del medesimo. Per quanto, infatti, il processo potrà essere lento a compiersi esso non potrà mai fermarsi né tanto meno tornare indietro. Come fare, quindi, i conti con i limiti intrinseci di una vita notturna che possa definirsi tale e non giornaliera? Il problema qui posto da tale Teoria parte dalla constatazione che, per quanto si possa tardare, esiste un limite che distingue il giorno dalla notte, e che tale limite è naturalmente infrangibile in virtù del fatto che il normale ciclo giorno-notte dell'anno lavorativo non può subire radicali sconvolgimenti. Poniamo per ipotesi il limite alle sette e mezza del mattino (naturalmente chiunque può far slittare ben oltre l'ora del rientro, ma sempre consapevole di aver superato l'ora x e, di conseguenza, del fatto che sia, effettivamente, “tardi”), può quindi esistere un'ora x che va dalle sei e mezza alle sette e mezza ma mai dalle sette alle otto. Per mantener fede all'implacabilità del processo di deriva dell'ora x (nel caso non fosse ancora chiaro tengo a specificare che “ora” non è da intendersi letteralmente come “ora d'orologio”), essa è perciò costretta a rimpicciolirsi progressivamente. Cioè: se nell'anno y l'ora x si colloca tra le sei e mezza e le sette e mezza, l'anno successivo slitta l'inizio ma non la fine e l'ora x verrà quindi a trovarsi tra le sette e le sette e mezza, e così via. Come una parabola tendente all'infinito, l'inizio dell'ora x si avvicinerà sempre più alla sua fine senza mai coincidere con essa. L'ora x diverrà, con l'andar del tempo, un istante sempre più breve, sempre più atteso e sempre più intenso. L'intera giornata verrà quindi a configurarsi come la vuota attesa di un istante troppo breve per essere vissuto, un istante che di fatto non esiste: una sorta di anno zero, punto immateriale che definisce un prima e un dopo, una voragine da cui si dipana una spirale sulla quale non si può fare altro che andare eternamente su e giù, metafora del non-fondamento dell'esistenza (suggerimento di Martin H. dalla Germania ndr). Di indubbio fascino, tale teoria mantiene dei presupposti che già la sciagurata esperienza di quest'anno mi ha dato modo di mettere in discussione. Mentre passeggiavo per quella che suppongo fosse la città di Ibiza, di tardo pomeriggio, dopo l'ennesima paella (a proposito: se vi trovate da quelle parti NON prendete per nessuna ragione la conturbante paella del señorito; è una truffa per turisti allocchi), mi sono trovato di fronte ad un cartello di dimensioni spropositate che invitava chiunque ad una discoteca di cui non ricordo il nome per una festa a base di (mi pare): divertimento, sballo, disco. Tutto normale, dunque, se non fosse per un'indicazione che spiccava a caratteri cubitali sul fondo del manifesto: h 8.00 a.m. Tali dati, oltre ad una strana ed ossessiva voglia di patatine Ondulatas™, mi portarono a riconsiderare la Teoria della fuga abissale ed a formularne una seconda. Teoria del rovesciamento speculare Ciò su cui verteva la teoria precedente era il mantenimento in vita di due distinzioni che potremmo chiamare “naturali”: la giorno-notte e la lavoro-vacanza, il che conteneva un'implicita corrispondenza tra giorno-lavoro e notte-vacanza. Minando tali presupposti è ovvio come l'ora x non sia necessitata a restringersi ma al contrario si possa, in assenza di confini, enormemente dilatare. Ciò che contraddistingue l'ora x e che, almeno esplicitamente, non si è ancora detto, è il fatto che il condividerla in un dato luogo sia pressoché obbligatorio. Perciò, pur collocandosi formalmente in un periodo di tempo che va sotto il nome di “tempo libero”, l'ora x è, a tutti gli effetti, un'ora lavorativa. A questo punto, garantito un periodo di tempo in cui la gente praticamente timbra il cartellino, alla perfida industria dell'intrattenimento risulterà naturalmente conveniente dilatare tale periodo. L'ora x andrà quindi sì alla deriva nella notte ma, di contro, andrà enormemente dilatandosi fino a quando arriverà ad occupare per intero l'ambito del tempo dell'uscita serale (non-più-serale) e del tempo libero (non-più-libero). Il tempo libero si rivelerà quindi nella sua paradossale, totale assenza di libertà come giornata lavorativa rovesciata: esso verrà a coincidere con la giornata lavorativa sia nella durata (l'ora x si dilaterà fino alle 8 ore), che nel periodo del giorno (l'ora x andrà alla deriva fino a trovarsi tra le 8 del mattino e le 3 del pomeriggio, ovvero il turno mattutino di un operaio), che nella fatica (portare l'intensità dell'ora x a quota 8 ore significherà non riuscire a far altro per il resto del giorno). Quindi, secondo tale Teoria, nel giro di pochi anni verrà alla luce l'essenza originaria del modello divertimento, sballo, disco; vale a dire un modello di sfruttamento esteso fino al tempo delle vacanze, una giornata lavorativa in cui si paga invece di essere pagato, uno schiavismo alternativo a quello urbano-invernale. Proviamo ora a delineare una giornata tipo sul modello (rivelato) divertimento, sballo, disco: sveglia alle 6.35, pulizia personale, caffè, anfetamine, corsa per l'autobus delle 7.15 (niente auto, i soldi sono per il divertimento, per lo sballo, per le disco), arrivo in disco per le 7.45, due chiacchiere con gli amici, caffè, anfetamine, ore 8.00: inizio turno di divertimento, sballo, disco, pausa alle 11.55, cinque minuti per panino, caffè, anfetamine, ore 15.00: fine turno di divertimento, sballo, disco, corsa per l'autobus delle 15.10, rientro in albergo alle 15.40, pranzo (magro), caffè, televisione, cena, televisione, valium, sonno alle 23.15. Basta sostituire “divertimento” e “sballo” con “lavoro”, “disco” con “fabbrica”, “amici” con “colleghi”, “albergo” con “condominio”, “anfetamine” con “anfetamine” e avremo la giornata tipica di un operaio sottoproletario di una qualsiasi periferia cittadina del mitico Occidente. Auguri. Post-fazione Visto che molti di voi se lo staranno chiedendo, intendo elencare una serie di episodi capitatimi su quest'isola misteriosa che vi aiuteranno a far luce sull'origine psicologica delle elucubrazioni che (forse) avete appena letto (ok, mi piace parlare di me. Il fatto è che mi sento solo. Aiutatemi!). Furto dell'appartamento da parte di un primate. Acqua salata... in casa. Cesso-trappola che ad un certo punto non si apriva più. Bagno in mare con il portafoglio. Ripetuti sfregi causa scogli. Ripetuti fagociti di denaro da parte delle sbarazzine cabine telefoniche iberiche. Sveglie traumatiche ad opera di orde di meridionali chiassosi. PD che beve l'urina del fratello per soldi. PD che caga in mare per l'onore. Ripetute idiozie di PD. Pugno di CC sul volto di PD. E altre che non ricordo. Contenti? Se vi capita di andare ad Ibiza e non volete tornare in uno stato paranoide vi consiglio di non fare come me. Cercate di divertirvi normalmente (se no cambiate posto), andate in spiaggia, andate in disco, cercate di instaurare rapporti col sesso che più ve gusta che vadano oltre frasi come: «Ciao, sai che il mio amico PD ha cagato in mare?» e, soprattutto, non esagerate con la paella; fa viaggiare come poco altro ma ricordate: alla lunga uccide. Post-fazione di PD ¡Hola chicos! ¡Bella di paella! ¡Hombre de mierda! ¡Gobierno bastardo! Dimenticate tutto quello che avete letto. Ibiza è spettacolare! Abbiamo incontrato un bergamasco ispanicizzato che ci ha dato un passaggio in centro e ci ha consigliato i luoghi dove davano le feste alternative. Abbiamo mangiato una salsa verdolina al gusto di aglio che era la fine del mondo. Ho tentato di regalare la patente di CC a due Italiane conosciute su una festa in spiaggia. Ho fatto fotografie imbarazzanti a CC. CC non mi parla da tre mesi. CC è asociale. Ho scoperto un cappellino con dei superpoteri: ogni volta che lo indosso mi comporto in modo stupido. Evviva il cappellino! Ho conosciuto all'aeroporto di Ibiza (viaggio di ritorno) un tizio che faceva il verso del tacchino, l'ho fotografato, mi ha detto di aver speso mille euro al casinò, mi ha dato il numero di cellulare, mi ha fatto fotografare la patente, mi stava per dare 20 euro per avergli saputo dire “automobile” in spagnolo (“coche”), mi ha invitato a casa sua a Modena e ha messo in imbarazzo CC. CC è out. Ho cagato in mare ma non ho nulla che lo provi. Ho bevuto Pampero liscio senza seguire el ritual. CC ed MD hanno eseguito el ritual in piscina. Ho spedito la cartolina di un messicano nudo con un sombrero sul pube al mio ex professore di disegno. Ho spedito una cartolina con degli omi sessuali in disco ad un uomo che sogna di uccidermi. Ho gridato come una checca per aver mangiato un salamino piccante attirandomi le ire della direzione. La direzione è popolata da burloni. I burloni ci hanno fatto aspettare mezza giornata per darci la camera. I burloni ti danno un pezzo di fil di ferro se la porta del bagno è bloccata. Gli Spagnoli sono un popolo meraviglioso. 09 Dicembre 2004
QUALCHE PICCOLO CAMBIAMENTOA tutti coloro che non si sono preoccupati per la mia assenza prolungata rispondo: sono tornato!
Purtroppo, a causa di un cambio di facoltà piuttosto burrascoso (da Economia a Brescia a Scienze della comunicazione a Pavia, e in segreteria non mi permettono ancora di presentare il piano di studi!!!), di un sito tutto nuovo da ottimizzare e di una mia particolare tendenza a perdere tempo, avevo abbandonato giovani.it da parecchio tempo. FINO AD ORA (questa è una minaccia). Fra qualche giorno dovrei riuscire ad inserire l'episodio tre della filosofia alternativa, per la gioia di grandi e piccini. Ci si vede... (a proposito, l'unico risultato utile ottenuto dalla mia presenza in rete è stato che ora ho una vita sociale misera come prima, ma molti più virus nella casella e-mail: lo considero un mezzo successo). 23 Luglio 2004
HTTP://DELFINOPAOLO.ALTERVISTA.ORGFinalmente! Dopo una lunga programmazione in html usando solo e soltanto il Blocco note di Windows, sono riuscito a mettere on line
http://delfinopaolo.altervista.org Il sito che ti apre la mente e non te la richiude più! ![]() Mi raccomando, visitatelo, lasciate dei commenti nel Guestbook e avvertitemi se avete problemi di visualizzazione o di download. Ovviamente tutti i nuovi testi supergiovanili continueranno ad essere pubblicati prima su questo sito, e poi solo successivamente convertiti in PDF (con l'aggiunta di immagini nuove, provate a scaricarli e vedrete) e resi disponibili per il download. Perché faccio questo? Semplice, perché costringervi a visitare due siti aumenta il mio potere di persuasione delle masse; e questo è un requisito indispensabile per poter diventare il Supremo Signore di questo misero pianeta!!! Bwahahahahahahahahahahahahaaaaaaaaaaaaaah... 18 Luglio 2004
HAPPY TREE FRIENDSSono tenerosi. Sono morbidosi. Sono gli Happy tree friends, dei simpatici animaletti che passano le loro giornate a subire incidenti tanto mortali quanto improbabili. Vi piacciono “Grattachecca e Fichetto” dei Simpson? Questo cartone vi piacerà anche di più!
Gli Happy tree friends sono trasmessi su Mtv Italia alle 23.45 circa e alle 00.30 circa. Se li programmano in altre ore della giornata non lo so, ma è un po' improbabile che vengano trasmessi di pomeriggio; un orsacchiotto col naso a cuoricino che viene privato del bulbo oculare (apri il sito in italiano -link sotto- e guarda il primo filmato in alto a sinistra, è necessario avere installato Macromedia Flash) potrebbe bloccare la crescita di ogni buon bambino cattolico. Sito italiano di Mtv Sito originale Ah, avete visto l'ora e il giorno dell'aggiornamento? Ho appena fatto il guidatore sobrio di una serata all'insegna della birra a basso prezzo... e mio fratello ha appena vomitato l'anima. Penso che il diavolo ne abbia subito approfittato. Ah! Ah! Ah! Buona notte, chiunque voi siate. 11 Luglio 2004
L’ESSENZA DELL’ASSENZAHo interrotto momentaneamente gli aggiornamenti al sito, ma non disperate, sto preparando una GRANDISSIMA SORPRESA. È solo questione di giorni, ormai, e poi potrete vederla.
Nel frattempo, vi consiglio caldamente di fiondarvi in qualche perfida multisala o in qualche accogliente cinema d'essai a vedere La casa dei 1000 corpi (traduzione sbagliatissima dell'originale House of 1000 corpses, provate a cercare “corpse” sul vocabolario, vuol dire “cadavere”, non “corpo”; se le traduzioni sono sempre fatte così stiamo freschi...) di Rob Zombie, uno dei più divertenti (e anche inquietanti) horror contemporanei dai tempi di Jeepers Creepers. Nulla a che vedere con L'alba dei morti viventi, The ring, Freddy vs Jason e vaccate simili (Final Destination è decente solo durante gli incidenti mortali, il resto è consigliabile vederlo solo tenendo premuto ffw sul telecomando); non ci sono spiegazioni complicate né tanto meno salti mortali nel paranormale, ma solo un'ottima atmosfera b-movie (il montaggio alterna con abilità immagini in bassa fedeltà di alcuni horror del passato durante scene salienti del film), tanto sangue e scelte stilistiche veramente mozzafiato, soprattutto se visto al cinema (non voglio rovinarvi nulla, ma la sequenza in cui vengono ammazzati i poliziotti toglie il respiro, se vista in una sala cinematografica). Per di più, dalle mie parti, il biglietto a luglio costa solo quattro euro. Mi raccomando, se vi piacciono le carneficine girate con stile, correte al cinema!!! Ah, gradirei molto avere dei commenti sul film, se lo avete visto. Hasta luego, Supergiovanes. ![]() 06 Luglio 2004
ULTIM'ORATitolo a prima pagina de la Repubblica di ieri: "Berlusconi si tiene il Tesoro".
Già. Dobloni, talleri e zecchini. 04 Luglio 2004
SUPPORTA DELFINOPAOLO.GIOVANI.ITNel caso non l'aveste ancora capito, vi spiegherò i motivi per cui ho aperto e aggiorno quasi quotidianamente questa home page: conquista del mondo, conquista del mondo e conquista del mondo. I numerosi messaggi subliminali contenuti in queste pagine (ed in particolare nella foto sessualmente esplicita che mi ritrae in tutta la mia beltà) rendono infatti ogni visitatore abituale delle stesse facilmente vulnerabile al mio volere, e questa è la premessa indispensabile per poter creare IL PIÙ GRANDE ESERCITO DELLA STORIA DELL'UMANITÀ! Purtroppo, finché le visite resteranno quelle che sono, non posso sperare di avere alcuna influenza sulle masse.
Ma ho la soluzione: volantinaggio! Esatto, se siete abitanti di Pavia o Brescia, forse avrete visto dei simpatici volantini che da qualche tempo sto facendo distribuire dai miei perfidi sottoposti; volantini stupidi e forse anche inutili, ma dopotutto, in ambito promozionale, il più delle volte ottiene maggior successo la quantità piuttosto che la qualità. Ed eccomi giunto al punto fondamentale. Supporta delfinopaolo.giovani.it! Tutto quello che devi fare è richiedermi il meraviglioso volantino .doc al mio indirizzo e-mail delfinopaolo@libero.it. Una volta ricevutolo, stampane una quantità esorbitante di copie in barba agli alberelli della foresta Amazzonica e tappezza la tua città. Se siamo in tanti vinceremo!!! Hasta la victoria, Supergiovanes. ---------- http://delfinopaolo.giovani.it, non un semplice diario, ma un vero e proprio delirio ---------- 03 Luglio 2004
SIETE PRONTI A VIAGGIARE ATTRAVERSO NUVOLE QUANTISTICHE, SOLCARE MARI DI EQUAZIONI PSICHEDELICHE IN TEMPESTA, GIOCARE CON GRAPPOLI DI BIT?“Argentovivo!
Sfiancate! Figu! Oklahoma! Sigarette! Puttano! Paciugo! Garelli! Smarmittare! Figa! Figa pelosa! Figlio di puttana! Porco di'ghel!” (Supergiovane - © 1994/1997 Aspirine Music) Benvenuti nel sito dei SUPERGIOVANI mediamente acculturati (powered by Paolo Delfino, dalla provincia di Brescia, a dimostrazione del fatto che i luoghi comuni riguardo la bontà d'animo del popolo padano sono tutti veri) Meno tasse per tutti, nel 2016 di Delfino Paolo Il Grande Fratello $ilvio ha deciso: Giulio deve lasciare la Casa delle Libertà. Le nomination di Marco e Gianfranco, questa volta, sono state determinanti. Motivo della contestazione, il mancato superamento delle ultime prove della settimana, dovuto a clamorosi errori di Giulio. Tra i tanti ricordiamo: la decisione di vendere la Casa per poi rientrarci in affitto pagando quattro volte il suo costo normale, le decisione di scommettere tutto il budget ottenuto con questo ed altri artifizi nella prova “cucina, danza, scioglilingua e ragioneria applicata” (copiare durante la prova di ragioneria fu facile, la sconfitta venne decretata solo quando Giulio si ostinò a ripetere «Tventàtvè Tventini entvavono a Tvento tutti tveventavevetvè tvottvevevellavendo» da solo più e più volte, reputandosi evidentemente il più bravo a farlo), il clamoroso errore nella prova di “cultura generale” (Giulio era convinto che “esoterico” fosse il nome di un piatto tipico genovese), le numerosissime contestazioni al conduttore Romano ogni qual volta venivano individuate irregolarità («Le affevma che questa statuetta di ceva che ho scolpito con le mie mevavigliose mani sembva una lumaca e non il mio bellissimo volto solo pevché ha dei pvegiudizi, pvegiudizi sul mio bellissimo volto»), il mancato superamento della prova “assisti un anziano”, in quanto Giulio e Girolamo decisero che la soluzione migliore era lasciarlo tutto il giorno surgelato in un frigorifero, l'appropriazione indebita di tutti i cioccolatini natalizi a forma di monete distribuiti dal Grande Fratello, ecc. Sicuramente non hanno giovato né i continui litigi con Gianfranco per una mela, tanto che la rissa venne sfiorata in più di un'occasione, né la disfatta del Grande Fratello (sorta di “padre putativo” di Giulio) al televoto, punito, probabilmente, dalla sua eccessiva mania di protagonismo (in una settimana aveva tappezzato la Casa di cartelloni con scritto “Il Grande Fratello ti guarda, non votarlo” e “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza. Non votarmi”) e dalla vergognosa sconfitta durante una partita a Risiko con il cameraman giordano Osama; l'alleanza con l'aiuto-regista Giorg, purtroppo, servì a poco. I tempi in cui le corna al cane Épagneul lo rendevano simpatico ai giovani, ormai, sembrano finiti. A due mesi dalla fine del programma le tensioni sono giunte a livelli record, e solo l'abbandono obbligato di Giulio può, per il momento, salvare il Grande Fratello, l'unico in grado di tenere uniti, grazie al sacchetto di caramelle che distribuisce a propria discrezione, i membri della Casa. La cacciata del Vagionieve, come scherzosamente viene chiamato dalla Gialappa's Band nel programma “Mai dire Casa delle Libertà, porta sfiga”, apre dunque nuove possibilità tra i giovani protagonisti del programma. Forse, per la prima volta, Umberto, a letto con l'influenza, si arrenderà alle richieste di Marco e Gianfranco, che da tempo vogliono avere anche loro le caramelle gommose a forma di cocacoline, tenendo per se e per il suo pubblico solo la devoluxia, l'enorme caramella di liquirizia ripiena di polenta. La situazione, dunque, può ancora sbloccarsi, ma solo a patto che si instauri quella che probabilmente non potrà essere definita pace, ma solo tregua armata. Intanto il direttore di rete, Carlo Azeglio Ciampi, lancia un appello: «Con una simile situazione di instabilità, gli ascolti non faranno altro che calare. Bisogna abbassare i toni dello scontro». ![]() 02 Luglio 2004
ANTO', FA CALDONei mesi caldi ammassare gli anziani nei supermercati e nei cinema, a spese dei comuni.
Purtroppo non è una barzelletta, ma quanto dispone l'ultima circolare emanata dal ministro affossa sanità Girolamo Sirchia indirizzata a tutti gli assessori regionali alla Sanità e al presidente dell'Associazione dei comuni italiani. Visto che nell'estate dello scorso anno, nell'indifferenza più totale del governo, oltre 30mila anziani morirono a causa dell'abbandono, delle condizioni di vita e di salute aggravate dalla calura estiva, adesso il geniale e premuroso titolare del dicastero della sanità ha deciso di "risolvere" il problema. Come? Predisponendo un piano per ammassarli nei supermercati e nei cinema. Allo scopo ha già inventato un'"anagrafe dei fragili" che dovrà essere compilata a spese dei comuni, i quali dovranno anche provvedere al trasporto "al fresco" degli sventurati. Mentre la sanità pubblica soffre per il taglio di fondi, posti letto, piccoli e medi ospedali, mentre la prevenzione, riabilitazione e assistenza domiciliare pubblica sono una chimera soprattutto al Sud e in tutto il Paese c'è carenza di infermieri e medici per il blocco delle assunzioni e del turn-over, mentre aumentano in maniera incontrollata i ticket, il costo dei farmaci e delle prestazioni diagnostico-terapeutiche negando di fatto il diritto all'assistenza a milioni di anziani poveri con patologie croniche, il ministro berlusconiano si inventa questo scandaloso provvedimento con il malcelato "secondo" fine di incrementare surrettiziamente i consumi, come predicano da tempo ad anziani e casalinghe il ministro dell'economia Tremonti e il neoduce stesso. L'idea della deportazione dei soggetti a rischio nei supermercati la sanguisuga Sirchia l'ha copiata come al solito dagli Stati Uniti dove nei mesi estivi le vite e le tasche degli anziani sono affidate a degli spazi ricavati tra i surgelatori dei megastore delle grandi catene commerciali, perché la sanità pubblica nella "patria della libertà" praticamente non esiste. Allora, se a Sirchia piace tanto il supermarket sanitario a stelle e strisce, che voli oltreoceano e ci rimanga fino alla fine dei suoi giorni! Un motivo in più per buttarlo giù al più presto insieme al nero governo affamatore e stangatore di cui fa parte, prima che cancelli definitivamente il Servizio sanitario nazionale e dia tutto in pasto ai privati. Segui il dibattito su InfermieriOnline.net: http://www.freeforumzone.it/viewmessaggi.aspx?f=2277&idd=2776 ![]() 29 Giugno 2004
ALLORA DIO ESISTE, E PER FORTUNA NON È QUELLO DI BAGET BOZZO$ilviooooooooo! Milano è stata espugnata! Perché?! Perché?!
«Ha inciso l'arrivo della bella stagione, il sole, le vacanze. Il nostro elettorato è liberale e individualista, mentre quello di sinistra è molto più disciplinato, oserei dire irregimentato». AH! AH! AH! Bello il gioco di parole "liberale = libero di fare quello che gli pare". Perché è un gioco di parole, VERO?!? ![]() 25 Giugno 2004
CAPOLAVORI DEL CINEMA OFFRENSICosa credete, solo perché uno è texano non è detto che sia un buzzurro campagnolo dalle strette vedute manichee. Forse lo è il Texas Ranger Walker. Forse lo è l'attuale presidente degli Stati Uniti. Personaggi insignificanti, dunque, in confronto a Terrence Malick, che, da giovane rampollo di una famiglia texana di petrolieri (ehi, ma in Texas fare il petroliere è come coltivare patate?), è diventato uno dei più grandi registi della storia del cinema.
Come?!? Mai sentito? Beh, se non vi fidate di me, ecco cosa scrive una vera e propria autorità del settore, Paolo Mereghtti, sul dizionario cinematografico omonimo, a proposito del primo film di Malick, datato 1973: LA RABBIA GIOVANE La scelta di ambientare un noir negli spazi sconfinati delle badlands è di per sé vincente, ma la forza di Malick [...] risiede soprattutto nell'alternare distanza e partecipazione emotiva [...]. L'ironia, il surrealismo sottotono, l'assoluta mancanza di retorica ne fanno uno dei film più insoliti e preziosi del cinema americano. Voto: 4 su 4 Per di più, in trent'anni Malick ha girato solo tre film (l'ultimo è La sottile linea rossa, del 1998) e questo fa delle sue opere qualcosa di estremamente prezioso. La rabbia giovane, ripreso da Oliver Stone in Natural Born Killers, trasformato in musica da Bruce Springsteen nella canzone Badlands (perché ispirata dal medesimo fatto di cronaca), ha avuto purtroppo una distribuzione penalizzante, pochissimi passaggi televisivi, e finalmente una recente edizione in dvd arricchita da un contenuto extra di grande interesse: lo special Absence of Malick. Proprio la stessa edizione che trovate in edicola con Dvd Cult, rivista mensile curata dalla redazione di Film Tv, l'unico settimanale di cinema. Per chi non lo sapesse, Dvdcult non è una semplice rivista di dvd a cui viene allegato un film, bensì una rivista sul film di ben 80 pagine, con ampi approfondimenti riguardo al regista, agli attori e a collegamenti interculturali. Perché vi scrivo questo? Semplice, perché con questo film la redazione di Film Tv ha deciso di rischiare, e se l'operazione avrà successo potrebbe proporre, in futuro, altri film meno conosciuti, rari e preziosi, tanto che già a settembre si annuncia l'uscita di Rapina a mano armata, di Stanley Kubrick, a cui si ispira Le iene di Tarantino. Mi raccomando, Dvdcult è in edicola, a 12,90, con in allegato La rabbia giovane. Da non perdere assolutamente. Passaparola. Per maggiori informazioni: Film Tv.it ![]() 24 Giugno 2004
ORATORIUMORATORIUM, UNA SCOMMESSA POSSIBILE
NEL PANORAMA ODIERNO DELLA VITA DI NOI STESSI COME DEL PROSSIMO Ma che cos'è questa/o tanto decantata/o Oratorium, a cura del complesso “Gli Elio e le Storie Tese”? Un inno, forse? No! Un bellissimo inno? No! Il più bell'inno dell'oratorio fin dai tempi degli inni degli oratori? No amici, siete fuori strada. E' una canzoncina dell'oratorio. “Cosa?!? Una semplice canzoncina dell'oratorio?”, direte voi. Sì, una semplice canzoncina dell'oratorio. Fatta con la sua chitarrina, i suoi bongos, la sua semplice accattivante melodia che come la senti fischietti. Essa consta di accordi semplici come l'amicizia, che pure la mano meno esperta saprà diteggiare alla chitarra: tali accordi, oltre ad essere molto belli, sono anche assai vantaggiosi per il meno esperto: la maggior pare di essi infatti non necessita del famigerato barrè, posizione in cui col dito indice a baionetta si premono più corde contemporaneamente (fino a sei!) costringendo così la mano ad uno sforzo fastidioso. “Gli Elio e le Storie Tese” tendono la mano al/alla chitarrista/a esasperato/a dal famigerato barrè con questa canzoncina i cui accordi sono, nell'ordine: Re Maggiore, detto anche Re Artù; Sol Maggiore, detto anche Sol-Leone; e La Maggiore, detto anche “una società di autonoleggio”. E qui cominciano i guai perché arriva un Si Minore, detto anche Si Junior, e lì ragazzi il barrè ci vuole. Se proprio non lo sa fare, 'sto famoso barrè, il/la giovane può ricorrere a questo espediente: eseguire un accordo di Re facendo contemporaneamente segno di Sì con la testa; ciò spiazza l'uditorio fino al provvidenziale arrivo del successivo La Maggiore, che fa tirare un sospiro di sollievo a tutti. In più, è dimostrato che i cenni d'assenso col capo vengono interpretati dall'interlocutore come segni di disponibilità e apertura, e questo promuove la comunicazione e il dialogo nella comunità. Quand'ecco l'imprevisto. Il tono della canzone subisce un graduale ma rapido innalzamento; la familiare sequenza Re – Sol – La si trasforma in Mi Maggiore – La Maggiore – Si maggiore. Avete letto bene, Si maggiore, un'altra complicata posizione che prevederebbe il barrè. Che fare? Basterà chiamare in nostro aiuto quel piccolo prodigio della tecnica detto capotasto mobile, un ingegnoso dispositivo meccanico, di costo contenuto e facile reperibilità, che permette di alzare la tonalità a piacimento. Una volta applicatolo potremo continuare a suonare beatamente il nostro Re Maggiore, mentre tutto l'uditorio – noi compresi – sentirà un accordo di Mi. Semplice, no? E tutto questo con una semplice canzoncina dell'oratorio a cura de “Gli Elio e le Storie Tese”. Di Oratorium qualcuno ha detto: “...E' una canzone che sa di stringhe di liquirizia, di amicizia, di castagnate, di voglia di stare insieme, di odore tiepidino di spogliatoio, di schiocchi improvvisi di calcetto, di incontro di catechesi un giovedì pomeriggio a primavera inoltrata, di don simpatici e suor Giselle centravanti, di partite indimenticabili, [...] di domenica mattina, di anni splendidi, di sala giochi, di cammino di formazione, di stupidéra.” (Elio e le Storie Tese, Liegi 12/4/2004) Nella canzoncina Oratorium sono inoltre presenti parti corali maschili e femminili. Il che, buttalo via! Si canta tutti insieme, intonati e stonati, tenori soprani e voci bianche, e intanto invece di far girare i pollici si battono le mani. A tempo però, sennò il don perde lo swing! ...E un gigantesco bacione dal complesso de “Gli Elio e le Storie Tese”, quelli di: “Italia sì, Italia no, Italia dei cachi!...”, vincitrice morale del Festival della Canzone Italiana di Sanremo (IM) 1996. Per maggiori informazioni: Oratori.org Elio e le Storie Tese “Oratorium” (Belisari - Conforti - Civaschi - Fasani) Edizioni Hukapan srl Vorrei inserire nel mio repertorio Una canzoncina da cantare all'oratorio Gli accordi sono molto semplici, da suonare Non c'è nemmeno un barrè Se le ragazze poi fanno i cori Viene molto meglio perché Questa canzone si canta almeno in tre All'oratorio il sacro s'incontra col profano Gli offre una spuma e poi si stringono la mano Volendo c'è posto per un altro chitarrista che potrebbe fare: A questo punto si sarà formato un capannello Perché siamo al bar dell'oratorio Anche se non era stato detto Ma si era capito E allora datemi un ghiacciolo all'amarena Che intanto mi è venuta sete Oppure versami una spuma nera da cento Che all'oratorio l'euro non c'è E i prezzi sono fermi al settantatre All'oratorio il sacro s'incontra col profano Gli offre una spuma e poi si stringono la mano E allora Sfidami al calcetto con gli omini del calcetto senza testa Mentre è occupato il ping-pong Chi perde paga liquirizie colorate Stringhe più cocacoline E un mollicchione rosa per me Certe sere, all'oratorio, si sa che al bar Qualche giovane tamarro verrà, romperà i maroni Invitiamolo a tornare al suo bar O-o-oh o-o-oratorio O-o-oh o-o-oh o-o-oratorio Prete, suora Finito l'incontro c'è la pizzata Ma non scordate di mettere a posto i palloni Troppo spesso si viene presi dal gioco E si dimentica l'importanza della catechesi EHI, ECCO UN MODO SEMPLICE ED EFFICACE PER GUADAGNARE VAGONATE (ULTERIORI) DI DENAROBill Gates è un mostro! Dio vi ha mai fatto pagare l'aria? No, perché Dio è mite e comprensivo, tranne quando si tratta (v. Bibbia, una pagina a caso dell'Antico Testamento) di dichiarare guerra a popolazioni più civilizzate della sua. Ebbene, Bill Gates no! Vuole farci pagare, sentite bene, il CLIC DEL MOUSE !!!
Di recente si è saputo infatti che a fine aprile il colosso di Bill Gates ha ottenuto dall'ufficio competente statunitense la paternità del brevetto n°6.727.830 che disciplina la modalità di lancio delle applicazioni. In sostanza, si tratta del brevetto sul doppio-clic. O meglio, si riferisce a tutti i casi in cui alla pressione sul pulsante del mouse (sia questo singolo, doppio, breve, prolungato) corrisponde un'attività del computer. Numerose le proteste piovute ancora una volta sul capo dell'Us Patent and trademark office a seguito dell'ufficializzazione del provvedimento. Tante, ma con un unico motivo conduttore: oltre a gravare sui produttori, il pagamento delle royalty imposto dal brevetto ricadrà in via indiretta anche sugli utenti. Maggiori informazioni su: http://www.mytech.it/mytech/digitale/art006010053346.jsp ![]() 22 Giugno 2004
AIUTO!![]() Ho realizzato, qualche tempo fa, due simpatici fotomontaggi sulle prodezze di $ilvio B. Volete vederli? Bene, non dovete far altro che richiedermeli sulla mia casella e-mail e pubblicarli su un sito qualunque, così che io possa fare un collegamento sulla mia home page. E' complicato, ma Studenti.it non permette di inserire immagini proprie nei diari on line, purtroppo. Mi raccomando, contattatemi se avete un sito tutto vostro con mezzo Mb libero. Grazie dell'attenzione, Supergiovani. Prossimamente: grandi novità LA SAI L'ULTIMA?$ilvio, mah... mah..., hai perso le elezioni! «Mi assumo la responsabilità del calo elettorale di Forza Italia». No, dai, non dire così. Raccontacene una delle tue. «Ma quando la stampa è nella quasi totalità nelle mani della sinistra...» Questa è vecchia, dai, riposati che è meglio.
«I democristiani pensano che sia partita la caccia alla volpe e che io sia la volpe. Si dovranno ricredere, semmai è il contrario...» Bravo! Questo sì che è parlar chiaro. $ilvio, sei ancora triste? Non ci racconti una barzelletta? Magari una di quelle grottesche, al vetriolo, che piacciono tanto a te. «Hanno un esercito di professionisti nei seggi elettorali, dove vegono cancellate schede elettorali a nostro favore e attribuite a loro. È indegno ciò che accade. [...] i nostri dilettanti vengono fatti fessi». Ah! Ah! Ah! Grazie, $ilvio. A domani. ![]() 20 Giugno 2004
SIETE PRONTI A VIAGGIARE ATTRAVERSO NUVOLE QUANTISTICHE, SOLCARE MARI DI EQUAZIONI PSICHEDELICHE IN TEMPESTA, GIOCARE CON GRAPPOLI DI BIT?“Siamo forse secchioni?
No. Siamo forse matusa? No. Siamo forse governi? No” (Supergiovane - © 1994/1997 Aspirine Music) Benvenuti nel sito dei SUPERGIOVANI mediamente acculturati (powered by Paolo Delfino, dalla provincia di Brescia, dove il pacioccoso Mario Borghezio, alle europee, ha ottenuto 1461 preferenze) Lo aspettavate da giorni. Forse lo aspettavate da quando eravate nati. Ora è arrivato. Il secondo episodio della filosofia alternativa di Salvetti Francesco è realtà! Finalmente capiremo perché milioni di famiglie, ogni sera, si ipnotizzano davanti alla televisione per guardare Affari tuoi (anche se ora il programma è finito, il discorso vale comunque, in quanto trascende la percezione sensibile). Preparatevi ad aprire le vostre menti e a non richiuderle mai più... FILOSOFIA ALTERNATIVA – EPISODIO 2 Notaio vs Hegel: Scontro Finale di Salvetti Francesco (salvoxy@libero.it) Il secondo articolo è sempre il più difficile nella carriera di un artista. Soprattutto quando ci si pone il quantomeno velleitario compito di rintracciare delle profonde trame concettuali in un innocuo (almeno apparentemente) quiz pre-serale (ovvero quella fascia oraria in cui il cervello va in siesta e si avvia a completare la sua faticosa giornata passando successivamente per l'ultimo sussulto dovuto a incubi con Vespa per poi assopirsi definitivamente con Marzullo). Tanto per essere chiari fin dall'inizio: le profonde trame concettuali sono quelle della Fenomenologia dello spirito di Hegel e l'innocuo quiz pre-serale è Affari tuoi di Paolo Bonolis (mentre chi scrive è colui che col presente trattato dimostra di non aver capito nulla di Hegel e, al limite, nemmeno di Affari tuoi pur essendo un fervente appassionato di entrambi). Prima dei sintetici cenni preliminari sulla struttura della Fenomenologia dello spirito e sul funzionamento di base di Affari tuoi sono necessari dei pre-preliminari cenni biografici per spiegare come il sottoscritto ha maturato quell'amore viscerale che lo lega ad entrambi (sento uno strano bisogno di dare spiegazioni). Per quanto riguarda Hegel, il colpo di fulmine si verificò sorseggiando dell'ottimo Martini alla Hemingway mentre si giocava a bridge e si discuteva pacatamente di romanticismo tedesco con degli amici intellettuali. Quando, dopo un lasso di tempo che non so quantificare e per motivi che non so spiegare, mi risvegliai nella vasca da bagno con un profondo taglio sulla fronte, il solo pensiero che albergava nel mio cervello, oltre che a ritrovare i pantaloni, era la ricerca del Sapere Assoluto e, di conseguenza, ciò che dall'alba dell'uomo ne è stata la maggior espressione: la Filosofia dello Spirito di Georg Wilh... ecc.... Hegel. Purtroppo, per la serie: anche gli individui più raffinati hanno dei momenti di basso profilo, ben diversamente sono andate le cose la prima volta che ebbi l'occasione di visionare il programma televisivo Affari tuoi. Il colpo di fulmine si verificò sorseggiando dell'ottima Birra del Bucaniere™ (approfitto dell'occasione per consigliare il prodotto a grandi e piccini permettendomi di sottolineare il gusto fruttato e il nutriente deposito di vitamina B che si accumula sul fondo della bottiglia una volta consumata la bevanda in un certo modo che non ricordo - in pratica sulla bottiglia c'è scritto birra ma come gusto somiglia decisamente di più al rum - ) mentre mi trovavo riverso sul divano in uno stato che si potrebbe chiamare overdose di colesterolo. Quella sera si era infatti deciso, in compagnia di quel simpatico ometto del mio coinquilino, di collaudare la Nuova Friggitrice™ attingendo, per l'occasione, alla Riserva Aurea Di Patate Fritte del nostro appartamento (decisione non facile la cui discussione occupò per intero quel pomeriggio a discapito di lezioni, volontariato, preghiere e qualsiasi altra cosa caratterizza la vita di uno studente universitario modello). È ovvio quindi come in tale situazione ci si trovi impossibilitati ad effettuare anche solo un tentativo di cambiare canale e come, di conseguenza, non solo si accetti passivamente ciò che, di volta in volta, viene propinato dalla scatola luminosa, ma si tenda anche, in virtù dello stato di psichedelia lipidica in cui si versa, ad affezionarvisi irrimediabilmente. Avvenne così che, da quella sera, il programma Affari Tuoi diventò l'appuntamento fisso delle 20.45 per i mesi successivi, nei quali non mancarono evoluzioni del grado di partecipazione da parte degli utenti. Di lì a poco si verificarono infatti fenomeni del tutto spontanei quali: tifo da ultrà non appena veniva inquadrato il notaio e immersione totale nel ruolo del concorrente (vale a dire: ad inizio puntata ognuno sceglieva un pacco e una volta scoperto il contenuto era gloria e rispetto se la vincita era maggiore di quella del coinquilino, mentre era umiliazione e derisione in caso contrario). Questo è, in sintesi, l'imbarazzante background che ben presto avrebbe portato la mia nuova ossessione (Affari tuoi) ad intrecciarsi inesorabilmente con l'amore della mia vita: Hegel. Ripasso per i più piccoli: nella Fenomenologia è narrata la vicenda dello Spirito che arriva ad auto-comprendersi come totalità (il vero è l'intero) dopo aver percorso una serie di tappe nelle quali le diverse forme di coscienza dello Spirito sperimentano progressivamente le rispettive negatività /alterità, che derivano dal proprio essere-determinato, superandole dialetticamente nell'atto di ricondurle di volta in volta a sé (da in-sé a per-sé) in un processo di continua interiorizzazione. A tutto ciò pensavo mentre mi accingevo a guardare l'ennesima puntata di Affari tuoi colpito, in un barlume di lucidità, dall'inutilità, oltre che dall'effetto irritante, degli schiamazzi, uniti a vocaboli pseudocolti totalmente fuori luogo (vecchio conio?!) di Bonolis. A questo punto, per chi ancora non lo sapesse, ecco a grandi linee come funziona il giuoco Affari tuoi: venti sventurati sono in possesso di venti pacchi che contengono rispettivamente dei premi che vanno dai 50cents ai 500000euro. Lo sventurato protagonista (uno a puntata) si porta in compagnia del rispettivo pacco al cospetto di Paolo Bonolis e impiega l'intera durata della puntata a scoprire (tra frizzi, lazzi, sollazzi, pernacchi e facciona del notaio) il contenuto dei restanti pacchi aprendoli uno per volta. Alla fine lo sventurato scopre cosa ha-vinto, cioè cos'aveva da sempre vinto, per esclusione, ovvero tramite la progressiva presa di coscienza di cosa non-ha-vinto. È per questo motivo che un'intelligenza di parecchio superiore alla norma come la mia sia suscettibile ad una punta di perplessità sentendo Bonolis, supportato dal pubblico in delirio, che grida: «Ma brava!» alla signora Rosa di turno che ha scoperto, alla prima chiamata, di non aver vinto il bue muschiato in palio (tra l'altro mi piacerebbe sapere se gli animali che vengono messi in palio esistono davvero: credo che vi siano un paio di leggi sul possesso di animali esotici o di grandi dimensioni in casa o addirittura in appartamento. Uno dei motivi per cui continuo a seguire quella roba è forse, oltre all'amore incondizionato, la speranza di vedere un concorrente che finalmente vince un animale e contemporaneamente la faccia del notaio che, al pensiero di una vita di latitanza, si mostra per la prima volta senza il suo caratteristico sorrisone da ebete). La vincita di cui è in possesso il concorrente è infatti la stessa dall'inizio, è già-lì, è perciò immanente (nel senso Hegeliano del termine, vale a dire: fine e allo stesso tempo motore del processo), l'equivalente dell'Assoluto di Hegel. Il percorso del concorrente viene quindi a sovrapporsi all'itinerario della coscienza nella Fenomenologia: la verità/il pacco (una/o e immutabile fin dall'inizio) arriva a riconoscersi sperimentando progressivamente le proprie negazioni determinate ed interiorizzandone/scartandone il contenuto. -CVD- (ho sempre sognato di scriverlo) Se tutto ciò non vi ha convinto tengo a far sapere che l'argomento, che per causa di forza maggiore non ho utilizzato, su cui avevo puntato per dimostrare la tesi era la somiglianza anatomica tra la forma della mascella sinistra di Hegel e la scapola destra del notaio. E se nemmeno questo vi ha convinto, accettate almeno, da brave pecore, il seguente dato di fatto: se vi imbottite di caffè per star svegli ad ascoltare i deliri notturni di Enrico Ghezzi vi meritate il mio più sonoro e irrisorio: «Ah, ah!» (immaginatevi la voce di Nelson Huntz dei Simpson, per favore. Grazie); la cultura, quella VERA, con la q maiuscola, è su Raiuno tutti i giorni a partire dalle 20.45. |